Il bagno di sabbia
Una cassetta di 50 × 40 cm, alta 20, con sabbia fine, terra asciutta e un po' di cenere di legna non trattata. Va al coperto, sennò dopo la prima pioggia è fango. È anche il loro modo di tenere lontani i parassiti.
Vita quotidiana
Così si riassume la vita con tre galline in città. Ecco come li passiamo, in un giorno normale di primavera, nel nostro cortile di Bologna.
Apro la porta del pollaio e guardo chi esce, e come. Svuoto la tavola sotto i posatoi.
Acqua fresca, mangiatoia piena, un'occhiata alla lettiera.
Raccolgo le uova. D'estate controllo anche ombra e acqua.
Un pugno di granaglie per farle rientrare e qualche foglia dall'orto.
Sono già sui posatoi. Chiudo la porta e ritiro la mangiatoia.
Ultimo aggiornamento: 9 settembre 2026
Alimentazione
Una gallina ovaiola di taglia media mangia tra 110 e 130 grammi di mangime al giorno, le razze nane come la Mugellese o la Sebright si fermano intorno a 70-80. Per tre galline fanno circa 11 chili al mese. Il mangime giusto è un completo per ovaiole, in pellet o sbriciolato, che contiene già proteine, calcio e vitamine nelle dosi corrette. Le granaglie miste piacciono moltissimo, ma sono uno spuntino: in eccesso fanno ingrassare e calare le uova.
In un cortile piccolo il mangime è la prima calamita per topi e piccioni. Usa una mangiatoia a pedale o con coperchio, tienila nella parte coperta e la sera chiudila. I sacchi vanno in un bidone di metallo con coperchio, perché un ratto rosicchia la plastica in una notte. Se puoi, compra sacchi da 10 o 15 chili invece del classico da 25: dopo un mese e mezzo il mangime aperto prende umidità e tarme.
E gli avanzi di cucina?
C'è un punto che quasi nessuno dice. Il regolamento europeo sui sottoprodotti di origine animale, il CE 1069/2009, vieta di dare rifiuti di cucina agli animali allevati per produrre alimenti, e le galline ovaiole lo sono anche se sono tre e vivono in cortile. La regola è nata dopo le crisi della mucca pazza e dell'afta epizootica. Noi diamo solo verdura cruda che non è passata dalla cucina, e mai carne, pesce o cibo cotto.
Arricchimento
Una gallina passa buona parte della giornata a cercare cibo. In sei metri quadrati quel lavoro finisce in fretta, e una gallina annoiata comincia a beccare le compagne. Qualche idea che costa poco.
Una cassetta di 50 × 40 cm, alta 20, con sabbia fine, terra asciutta e un po' di cenere di legna non trattata. Va al coperto, sennò dopo la prima pioggia è fango. È anche il loro modo di tenere lontani i parassiti.
Un cavolo intero appeso con uno spago a 30 cm da terra le tiene impegnate un pomeriggio intero. Devono saltare e tirare, e il cavolo dondola.
Un ceppo, una scaletta a pioli appoggiata in diagonale, una cassetta rovesciata. In tre metri quadrati moltiplicano lo spazio usabile e danno alla gallina più timida un posto dove stare lontana dalle altre.
In autunno un sacco di foglie secche buttato nel recinto lo rivoltano per giorni. Attenzione a cosa metti a portata di becco: oleandro, tasso, foglie di patata e di pomodoro sono tossici.
I ritagli del prato vanno bene se sono corti. Gli steli lunghi possono intrecciarsi nel gozzo e bloccarlo, un problema che poi richiede il veterinario.
Se hai un giardino o un'aiuola, mezz'ora fuori dal recinto la sera, con te presente, vale più di qualsiasi gioco. Rientrano da sole quando scuoti il barattolo delle granaglie.
Salute
Una volta alla settimana prendo in braccio ogni gallina. Si fa la sera, quando sono sui posatoi e tranquille, e per tre galline ci vogliono cinque minuti in tutto.
| Dove | Normale | Campanello d'allarme |
|---|---|---|
| Occhi e narici | Puliti e asciutti | Schiuma, muco, gonfiore: possibile infezione respiratoria |
| Cresta | Rossa e piena quando depone | Pallida fuori dalla muta, oppure violacea |
| Piumaggio | Lucido e liscio | Puntini grigi alla base delle piume: pidocchi |
| Zampe | Squame lisce e piatte | Squame sollevate o croste: acaro delle zampe |
| Sotto la coda | Pulito | Sporco incrostato o gonfiore: diarrea o problemi di deposizione |
| Sterno | Carne su entrambi i lati | Sterno sporgente come una lama: sta dimagrendo |
| Gozzo al mattino | Vuoto prima di mangiare | Pieno e molle anche al mattino: gozzo acido o bloccato |
È il nemico numero uno nei pollai di città, soprattutto d'estate. Di giorno si nasconde nelle fessure del legno, di notte esce a succhiare sangue. Per scoprirlo passa un fazzoletto di carta bianco sotto il posatoio dopo il tramonto: se resta striato di rosso, è lui. I pollai con poche fessure e posatoi appoggiati, non avvitati, si puliscono molto meglio.
In molte città i veterinari che visitano avicoli si contano sulle dita di una mano. Cercane uno quando le galline stanno bene. Chiedi al servizio veterinario dell'ASL o al consorzio agrario della provincia, dove di solito sanno chi segue i piccoli allevatori. Segna il numero sul frigo, accanto a quello dell'idraulico.
Vacanze
Con una mangiatoia grande, un abbeveratoio da dieci litri e una porta automatica con sensore crepuscolare, che costa tra 90 e 160 euro, tre galline hanno cibo e acqua per quattro o cinque giorni. Però qualcuno deve passare almeno a giorni alterni: per le uova, che altrimenti attirano topi o vengono covate, e per vedere se una sta male. D'estate, oltre i 30 gradi, il passaggio dev'essere quotidiano.
La persona ideale per fare da hen-sitter è il vicino a cui porti le uova da un anno. Tra privati di solito si paga in uova. Chi chiede un compenso, in città, sta sugli 8-12 euro a passaggio. Esistono anche pensioni per avicoli nelle campagne intorno alle grandi città, ma il viaggio stressa le galline e può fermare la deposizione per qualche settimana.
Uova
Prima di preoccuparti, guarda il calendario. Nove volte su dieci la risposta è lì.
In autunno perdono le piume e smettono per sei-otto settimane. Il pollaio sembra un cuscino esploso. Serve un mangime un po' più proteico e pazienza.
Sotto le 12-14 ore di luce la deposizione rallenta, e a dicembre a Milano molte si fermano. Noi non accendiamo luci artificiali: allungano la produzione ma consumano la gallina prima.
Un'ibrida depone moltissimo per due anni, poi cala in modo netto. Le razze rustiche fanno meno uova ma più a lungo. A cinque o sei anni si va avanti a qualche uovo in primavera.
Se resta nel nido tutto il giorno, gonfia le piume e brontola quando ti avvicini, è chioccia. Senza gallo le uova non schiudono: togli le uova ogni giorno e allontanala dal nido più volte.
Un trasloco, un cane che abbaia contro il recinto per giorni, una settimana sopra i 32 gradi. Passato il motivo, di solito riprendono.
Gusci rotti e tuorlo secco sul becco vogliono dire che qualcuna le mangia. Spesso bastano più conchiglie e un nido più buio.
E dopo? Noi le teniamo. Una gallina in pensione mangia un po' meno, continua a razzolare e a tenere a bada lumache e insetti dell'orto. Va detto con chiarezza: con tre galline e un cortile piccolo non c'è posto per aggiungerne altre mentre le prime invecchiano. Se questo è un problema, meglio saperlo prima di cominciare.
In famiglia
Le galline piacciono ai bambini e, con un po' di regole, il contrario. Mani lavate con acqua e sapone dopo ogni contatto, niente baci, sotto i cinque anni sempre con un adulto. La gallina si prende da sotto tenendo le ali chiuse e si rimette giù, non si lascia cadere. Il rischio di salmonella esiste, è basso e si gestisce al lavandino.
Il cane è il pericolo più serio. Anche il più buono, la prima volta che una gallina scappa starnazzando, può reagire d'istinto. Presentali con il recinto chiuso in mezzo, per settimane, e non lasciarli mai soli insieme. Alcuni cani non impareranno mai, e va accettato.
Con le galline adulte i gatti di solito si limitano a guardare: una gallina di due chili becca forte. Con i pulcini è un altro discorso. Preoccupano di più le faine, che in tante periferie italiane arrivano fin nei cortili, e i ratti.
Domande frequenti
Risponde Elena, con le sue tre galline in un cortile di Bologna.
Dipende da razza ed età. Le mie tre, due ibride rosse e una Livornese, il primo anno ne hanno fatte quasi ottocento. Al terzo anno eravamo sotto le cinquecento. Con razze rustiche come la Mugellese conta su 150-180 uova a testa, più piccole. In inverno aspettati settimane quasi a zero.
Le galline no, il pollaio sporco sì. Se ogni mattina svuoto la tavola sotto i posatoi e tengo la lettiera asciutta, a un metro dal recinto non si sente niente. L'unica volta che il vicino si è lamentato è stato dopo una settimana di pioggia, a novembre, in cui avevo lasciato correre. Aveva ragione lui.
Sul balcone classico di quattro o cinque metri quadrati no, e non per una questione di regole. Non c'è spazio per razzolare, d'estate si cuociono e la pollina finisce sul balcone di sotto. Su un terrazzo privato da dieci metri quadrati in su, con una parte sempre in ombra, se ne può parlare.
No. Quando fa buio salgono sui posatoi e fino all'alba non le senti. Il rumore vero è il canto dopo l'uovo, a metà mattina, per un paio di minuti. La mia Livornese è la più chiassosa, le ibride quasi non si sentono.
No. Le galline depongono lo stesso, solo che le uova non sono fecondate. In città il gallo porta soltanto guai: d'estate canta prima delle cinque e in molti Comuni è vietato.
Il mio pollaio rialzato con recinto da sei metri quadrati è costato circa 650 euro tra legno, rete e ferramenta, e l'ho montato con mio fratello in un fine settimana. Un pollaio già fatto e di qualità parte da 500 euro e arriva a 1.200. Una pollastra pronta a deporre costa 15-25 euro. Poi ci sono mangime e lettiera: per tre galline spendo sui 15 euro al mese.
Possono attirarli. In città i topi ci sono comunque, il mangime lasciato fuori li fa venire da te. Io la sera chiudo la mangiatoia, tengo il sacco in un bidone di metallo e raccolgo i chicchi caduti. Da quando faccio così non ho più visto tracce.
Un fine settimana sì, con una mangiatoia grande, un abbeveratoio da dieci litri e la porta automatica. Chiedo comunque al vicino di passare la domenica per le uova e per dare un'occhiata. D'estate, sopra i 30 gradi, non le lascio mai senza un passaggio al giorno.
Il freddo lo reggono meglio del caldo. A Bologna abbiamo avuto notti a meno sette e non ho mai scaldato il pollaio: basta che sia asciutto e senza correnti d'aria all'altezza dei posatoi. Il problema vero è l'acqua che gela. D'inverno la cambio due volte al giorno, oppure uso una base riscaldata da 20 watt.
A chi comincia consiglio un'ibrida ovaiola, tranquilla e produttiva, oppure una razza italiana piccola come la Mugellese, che arriva dal Mugello e sta bene anche in poco spazio. La Moroseta è dolcissima con i bambini ma depone poco. Eviterei le razze grandi come la Brahma, che in pochi metri stanno strette, e quelle che volano molto se il recinto non è coperto.
Sì. Io ho chiamato il servizio veterinario della mia ASL e in tre settimane avevo il codice, senza pagare niente. Le procedure cambiano un po' da regione a regione, quindi chiedi direttamente a loro.
Scrivici dalla home: raccontaci il tuo spazio e ti rispondiamo entro qualche giorno.