Regole, permessi, vicinato

Le regole, prima delle galline

In Italia non c'è una legge unica sulle galline in città. Ci sono il regolamento del tuo Comune, la tua ASL, il regolamento di condominio e il Codice civile, e vanno letti tutti.

Qui raccontiamo cosa si trova di solito in questi testi e come si muove chi le galline le tiene già, da Trieste a Bari. Non è una consulenza legale. I regolamenti cambiano da un Comune all'altro e a volte da un anno all'altro: fa fede solo la versione pubblicata dal tuo Comune, o quella che ti danno allo sportello.

Ultimo aggiornamento: 21 luglio 2026

Chi decide

Quattro livelli di regole

Il Comune

Il regolamento locale d'igiene fissa distanze e condizioni dei ricoveri per animali. Quello di polizia urbana parla di rumori e animali in centro abitato. Quello edilizio riguarda il pollaio come manufatto.

ASL e Regione

Il servizio veterinario registra chi detiene pollame. Nei periodi a rischio di influenza aviaria applica le ordinanze che possono obbligare a tenere le galline al coperto.

Il condominio

Se cortile o terrazzo sono parti comuni, decide l'assemblea. Se sono privati conta comunque il regolamento, soprattutto quando è di tipo contrattuale.

Il Codice civile

L'articolo 844 riguarda rumori e odori che superano la normale tollerabilità. L'articolo 2052 dice che dei danni causati da un animale risponde chi lo tiene.

Distanze

Quanti metri dalle finestre dei vicini

È la parte che spaventa di più ed è anche la più variabile. Molti regolamenti d'igiene, specie in Lombardia ed Emilia-Romagna, discendono da vecchi regolamenti tipo regionali e distinguono tra allevamenti veri e propri e piccoli ricoveri per uso familiare. Per questi ultimi le distanze spesso si riducono, o restano solo come principio generale: nessun disagio per il vicinato.

Altri Comuni non fanno differenze e applicano le stesse distanze a tre galline e a trecento. Altri ancora non citano il pollame affatto. Per questo la tabella che segue raccoglie i valori che incontriamo più spesso leggendo i regolamenti che ci mandano i lettori, e va presa come un orientamento.

Distanze frequenti nei regolamenti comunali (valori indicativi)
Distanza daValori frequentiCosa sapere
Abitazioni di terzi10-25 mSpesso ridotta o non prevista per pochi capi tenuti per autoconsumo
La propria abitazione5-10 m, se previstaRaramente applicata ai piccoli ricoveri domestici
Confine di proprietà3-5 mAlcuni Comuni rimandano alle distanze tra costruzioni del Codice civile
Pozzi e cisterne di acqua potabile20-30 mBuon senso anche dove non è scritto

Se i metri non tornano

In un cortile interno milanese dieci metri dalla finestra più vicina spesso non esistono proprio. Prima di montare il pollaio chiedi all'ufficio igiene del Comune, o al servizio veterinario, se per pochi capi ci sono deroghe o tolleranze. Una risposta scritta, anche via mail, è un ottimo documento da conservare.

Il pollaio serve un permesso edilizio?

Di solito no. Un pollaio piccolo, appoggiato a terra e smontabile, rientra nell'edilizia libera: il glossario nazionale del 2018 cita in modo esplicito i ricoveri per animali domestici e da cortile con la relativa recinzione. Le cose cambiano se lo fissi su un basamento in calcestruzzo, se supera le dimensioni che il regolamento edilizio considera arredo, se abiti in centro storico o in una zona con vincolo paesaggistico. In quei casi una telefonata all'ufficio tecnico ti evita una sanzione.

Sanità animale

La registrazione all'ASL, anche per tre galline

Dal 2022, con il decreto legislativo 134 che ha adeguato le norme italiane al regolamento europeo sulla sanità animale, chi tiene pollame deve essere registrato presso il servizio veterinario, anche se le galline sono tre e le uova le mangi tu. Serve a sapere dove sono gli animali quando arriva un focolaio di influenza aviaria o di malattia di Newcastle.

Le procedure non sono identiche in tutte le regioni e alcune prevedono semplificazioni per l'autoconsumo. Il modo più rapido per non sbagliare è chiedere direttamente. Nella nostra esperienza e in quella dei lettori, è quasi sempre gratuito e più semplice di quanto si tema.

Influenza aviaria e ordinanze stagionali

Tra ottobre e marzo, nelle zone ad alto rischio lungo le rotte degli uccelli migratori, in particolare in Veneto, Lombardia ed Emilia-Romagna, escono spesso ordinanze che vietano di tenere il pollame all'aperto senza protezioni. In pratica: mangiatoia e abbeveratoio al coperto e recinto chiuso anche sopra, con rete o telo, così le galline non hanno contatti con uccelli selvatici. Se il tuo recinto è già coperto, a novembre non dovrai correre al consorzio.

Come si fa, in cinque passi

  1. Trova l'ufficio giusto

    Sul sito della tua ASL cerca il servizio veterinario, area sanità animale, competente per il tuo indirizzo.

  2. Chiedi il modulo

    Quello per la detenzione di avicoli per autoconsumo. In alcune regioni si compila online, in altre si consegna allo sportello o via PEC.

  3. Prepara i dati

    Codice fiscale, indirizzo esatto del pollaio, numero e specie degli animali, da dove arrivano.

  4. Aspetta il codice

    Di solito arriva tra due e quattro settimane. Conservalo: te lo chiederanno se compri altre galline.

  5. Comunica le variazioni

    Nuovi arrivi, morti, cessione degli animali o trasloco del pollaio.

Condominio

Galline e regolamento di condominio

La riforma del 2012 ha aggiunto all'articolo 1138 del Codice civile una frase molto citata: il regolamento di condominio non può vietare di possedere o detenere animali domestici. Le galline lo sono? Qui le opinioni si dividono. Molti giuristi leggono la norma pensando a cani e gatti e considerano le galline animali da reddito, anche se ne hai due. Meglio non usare quell'articolo come un lasciapassare.

Conta molto di più dove vuoi metterle. Il cortile condominiale è una parte comune: puoi usarlo come gli altri, ma un pollaio fisso ne cambia l'uso e senza il via libera dell'assemblea rischi di doverlo togliere. Il giardino privato in uso esclusivo e il terrazzo di tua proprietà sono un altro discorso, con due avvertenze. Il regolamento contrattuale, quello accettato da tutti con l'atto di acquisto, può contenere divieti specifici. E un pollaio ben visibile dalla strada può toccare il decoro architettonico dell'edificio.

Il consiglio pratico è portare la cosa in assemblea come comunicazione, anche quando non serve un voto. Una riga a verbale che dice che nessuno ha sollevato obiezioni vale più di qualsiasi interpretazione.

10 m
Dieci metri sembrano tanti finché non c'è un gallo. Con tre galline, di solito, bastano.

Vicinato

Come parlarne con i vicini

Chi ha un buon vicino ha un buon mattino, dice il proverbio. Chi tiene galline in cortile lo scopre in fretta. Quasi tutti i problemi che ci raccontano i lettori nascono da una sorpresa, non dalle galline.

  • Vai prima, quando hai ancora solo il disegno del pollaio. Chi lo scopre a cose fatte tende a cercare il pelo nell'uovo.
  • Spiega cosa non succederà: niente gallo, niente rumore di notte, mangime chiuso ogni sera.
  • Mostra il punto esatto. Se qualcuno ha la camera da letto proprio sopra, sposta il pollaio.
  • Lascia il tuo numero. Meglio una telefonata che una lettera dell'amministratore.
  • Porta le uova. Sei uova a settimana divise fra due o tre famiglie fanno più di qualsiasi argomento.
  • Se qualcuno è contrario, cerca il motivo vero. Spesso è la paura dei topi, e a quella si risponde con una mangiatoia chiusa e un cortile pulito.

«Volevo dirvi che sto pensando di mettere tre galline in cortile, dietro la legnaia. Niente gallo, il mangime lo chiudo ogni sera. Se c'è un problema, questo è il mio numero.»

Il gallo

Perché in città il gallo no

Un gallo canta tra 90 e 100 decibel a un metro, come un tosaerba a scoppio, e comincia quando fa chiaro: a giugno vuol dire le quattro e mezza. Non si può insegnargli a tacere. Le scatole buie per la notte che si vedono in giro funzionano poco e male, e il canto ricomincia appena apri.

Molti regolamenti di polizia urbana vietano i galli nei centri abitati, oppure li vietano di fatto con le norme sui rumori molesti. Anche dove nessuno l'ha scritto restano l'articolo 659 del Codice penale, sul disturbo del riposo delle persone, e l'articolo 844 del Codice civile sulle immissioni. Ci sono sentenze che hanno ordinato di allontanare un gallo anche in aperta campagna.

La buona notizia è che le galline depongono benissimo senza gallo. Le uova non sono fecondate, e per chi le mangia non cambia niente.

Responsabilità

Assicurazione e danni

Per l'articolo 2052 del Codice civile chi ha in custodia un animale risponde dei danni che causa, salvo che provi il caso fortuito. Con le galline gli incidenti sono pochi ma concreti: una gallina che scappa e devasta l'orto del vicino, un bambino beccato durante una visita, un'auto che sterza per evitarne una in strada.

La polizza di responsabilità civile della famiglia, che molti hanno abbinata all'assicurazione della casa, di solito copre gli animali domestici. Il punto è se copre anche quelli da cortile: alcune polizze li includono per iscritto, altre li escludono, altre ancora non ne parlano. Chiedi una conferma scritta all'agenzia. Una RC della famiglia costa in genere tra 60 e 150 euro l'anno, a seconda dei massimali.

Il modo migliore per non usarla è tenere le galline nel tuo spazio. Un recinto chiuso anche sopra, che serve già contro i falchi e per le ordinanze sull'aviaria, elimina buona parte dei rischi.

Prima di comprare le galline

  • Ho letto il regolamento d'igiene e quello di polizia urbana del mio Comune.
  • So se il posto che ho scelto è privato o parte comune.
  • Ho parlato con i vicini più vicini al pollaio.
  • Ho contattato il servizio veterinario dell'ASL per la registrazione.
  • Ho controllato che la mia RC copra anche gli animali da cortile.
  • Ho trovato un veterinario che visita avicoli a meno di mezz'ora da casa.
  • So chi si occuperà delle galline quando sarò via.

Regole a posto. E adesso?

Mangime, salute, vacanze e le domande che ci arrivano più spesso da chi ha appena cominciato.

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